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Fu così che anche Udine omaggió Insigne PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Venerdì 25 Marzo 2016 13:14

Lo sapete, a me della nazionale interessa ben poco, però se si gioca contro un avversario interessante e c'è di mezzo qualcuno che riguarda il Napoli, la partita la guardo.

Ieri c'erano entrambi i fattori di spinta, la Spagna campione d'Europa in carica e la possibilità di vedere il rientro di Insigne e l'esordio di Jorginho.

Della Spagna ammazza tutti di qualche anno fa è rimasto ben poco. Squadra con molta meno qualità in mezzo al campo, che ha dovuto chiamare il 35enne Aduriz per colmare un vuoto evidente al centro dell'attacco. Nonostante Morata. Certo è una squadra che può permettersi di lasciare in panchina un certo Silva piuttosto che Jordi Alba o Isco,  ma gente come Xavi o Iniesta non ce ne sono più.

Fu così che un'italietta con Pellé fulcro offensivo, e la coppia Thiago Motta - Parolo in mezzo al campo, riesce a fare bella figura. L'esaltazione azzurra avviene però nel secondo tempo, quando il dimissionario parrucchino decide di mandare in campo un attacco diverso e quindi butta dentro Insigne, Zaza e Bernardeschi. I tre insieme, sfruttando gli spazi risultano devastanti per Pique e soci. Il capolavoro è però nei piedi di Insigne. Il giovanotto costantemente sotto esame sia a Napoli che in nazionale, gioca mezz'ora di intensità e qualità estrema. E con una personalità onestamente mai riconosciutagli.

Il primo segnale lo manda impegnando da posizione centrale, De Gea con un tiro potente da circa 25 metri, poi arriva il gol su assist di Giaccherini, un gol da centravanti di rapina.

Una volta rotti il ghiaccio, si prende il pallone e tira unapunizione guadagnata da Zaza. La conclusione è così così, ma la personalità con cui decide di tirarla e la tira, è comunque da premiare. Lui il "cafoncello frattese" tanto vituperato, va in nazionale e tira una punizione diretta contro la Spagna...

Ma la genialità dell'ultima giocata è da campione vero. Ancora da posizione centrale, viene liberato da Bernardeschi e di punta prova un pallonetto che costringe De Gea agli straordinari veri. Fu così che la fredda Dacia Arena, riconobbe il talento di un terrone e lo proclamò re per una sera.

Eppure qui a Napoli continua ad esserci scetticismo intorno a questo ragazzo. Qualcuno gli preferirebbe Mertens, altri lo venderebbero al primo acquirente utile, altri lo vedono addirittura un limite. Eppure due allenatori, per tre stagioni di fila, lo hanno visto come un elemento imprescindibile, anche quando segnava poco. Che città strana Napoli e la sua gente. Una città in grado di demolire un suo figlio, nonostante per molti sia il miglior talento italiano, nonostante un suo avversario, un certo Thiago Alcantara, lo ricorda ancora, come uno dei migliori avversari che abbia incontrato. Dovremmo essere tutti meno cattivi con Lorenzo, dovremmo evitare di pensare che sia il nuovo Giggs, o il nuovo David Silva, ma che sia semplicemente Lorenzo, il miglior talento espresso dal calcio italiano negli ultimi anni.

Anche Udine se ne é accorta

 
La Superlega Europea. Apoteosi del visionarismo delaurentisiano PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Giovedì 17 Marzo 2016 13:52

Se fosse vero stenterebbe a crederci anche lui.

Aurelio De Laurentiis è presidente del Napoli da ormai 11 anni. Eravamo in serie C. Martina Franca, Lanciano i playoff a San Benedetto del Tronto, Ballardini, la Torres di Cuccureddu. Eravamo senza palloni, storia trita e ritrita, a Paestum con Montervino. Eppure lui parlava di Superlega. E gli davano del pazzo, un folle un visionario.

Chissà cosa ne pensa oggi, magari dopo aver letto che Rumenigge, non un fesso qualunque, dichiara che il Napoli dovrà assolutamente far parte di questa Superlega.

Ma vediamo cosa dovrebbe essere questa nuova ipotetica manifestazione.

L'idea parte da 6 club: Bayern Monaco, Paris Saint Germain, Manchester City, Manchester United, Barcellona, Real Madrid, sulla base di semplici calcoli finanziari. Attualmente la Champions League è un affare da 7 miliardi di euro, una Superlega con 48 club divisi in gironi, che rappresenterebbero il gotha del calcio europeo, ne frutterebbe almeno 60. 60 miliardi di euro. Chi ne dovrebbe far parte? Beh data per scontata la partecipazione delle 6 fondatrici, ci sarebbe da decidere le altre dei massimi campionati, quanti posti assegnare ad ogni campionato e chi dover estromettere gioco forza.

In Italia, per storia e blasone, pare scontata la partecipazione delle solite strisciate, poi ci sarebbe la Roma, squadra della capitale, il Napoli che a detta di Rumenigge, spicca. Ma la Fiorentina sarebbe da escludere? E in Spagna cosa succederebbe se oltre all'Atletico Madrid partecipasse il Siviglia a discapito magari di Valencia, Villarreal o Bilbao? E la sorpresa Leicester? Che si fa? Escludiamo Liverpool, Chelsea, Arsenal o Tottenham?

Insomma è evidente che sarà complesso, ma è altrettanto evidente che 60 miliardi sarebbero un business irrinunciabile per i top club e quindi qualcosa nascerà. Nascerà la Superlega stile Nba, quella di cui parlava quel pazzo visionario di De Laurentiis, in un ritiro precampionato settembrino, pochi giorni prima di Napoli-Cittadella.

 
La miglior sconfitta possibile PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Giovedì 17 Marzo 2016 12:04

Diciamoci la verità, questi sono forti. È sempre difficile dover ammettere che quella squadra innominabile, di non colorati, sia forte. Eppure è così è lo ha dimostrato ancora una volta in questo doppio confronto con il Bayern Monaco.

Ieri hanno sfiorato l'impresa, erano qualificati fino al noventesimo, poi ci ha pensato Muller. E l'arbitro.

Napoli era e forse è ancora, spaccata. Cosa sarebbe stato meglio per noi, egoisticamente parlando? Dovevano proseguire o dovevano essere eliminati? E in questa diatriba, non c'entra nulla il ranking era un mero esercizio egoistico, perché noi siamo lì a 3 punti in campionato, e loro da 4 anni a questa parte, non c'erano proprio abituati, ad avere una squadra a così breve distanza.

L'esercizio mentale della scelta dentro o fuori, termina a mio parere, proprio con le prestazioni sfoderare nel doppio confronto con i tedeschi. Termina perché questi sono forti. Sono forti perché all'andata hanno rimontato 2 gol ad un Bayern che per 60/70 minuti non gli ha fatto nemmeno vedere il pallone, sono forti perché ieri vincevano in Germania, senza Chiellini. Marchisio, Dybala. Hanno giocato con Sturaro. E forse ce l'avrebbero anche fatta se l'arbitro non avesse annullato un gol regolare a Morata.

Se ancora ce ne fosse stato bisogno, hanno dimostrato che possono giocarsela e vincere contro tutti, anche senza elementi fondamentali, anche con le riserve.

A che serviva quindi che andassero avanti? Si sarebbero stancati? Avrebbero subito forse più infortuni? Chissà, l'unica cosa certa è che avrebbero giocato il derby con Pereyra e Sturaro, forse con Rugani o Padoin. E potrebbero vincere anche con loro, perché in Italia esistono cose che in Europa non si verificano. In Italia gli avversari stendono i tappeti rossi, soprattutto quelle che a 9 giornate dal termine hanno poco o nulla da chiedere ancora al campionato. In Europa no. In Italia Bonucci potrebbe anche abbattere con un kalashnikov un avversario, rimarrebbe diffidato, ma non ammonito come ieri sera. In Italia un gol irregolare verrebbe convalidato, in Europa gli annullano anche quelli buoni.

Allora di che parliamo? Davvero 2 partite in più avrebbero indebolito gli innominabili? Davvero un quarto di Champions li avrebbe distratti dalle mirabolanti sfide di campionato contro Carpi o Atalanta? Secondo me no, nemmeno un po'.

E allora godiamoci questo momento, godiamoci la faccia di Bonucci a fine partita, godiamoci Marotta che inveisce contro l'arbitro, godiamoci la soddisfazione di vedergli sfuggire una qualificazione nel recupero. Godiamo da veri Napoletani, senza fare calcoli, perché se è scritto che dovremo vincere, accadrà. Questa era la migliore sconfitta possibile che potevamo augurarci per loro, all'ultimo minuto, con la stanchezza dei supplementari e con l'arbitro contro. Meglio di così, cos'altro potevamo sperare?

 
Termini di paragone PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Martedì 15 Marzo 2016 10:10

Nella vita di tutti giorni, spesso siamo portati a fare degli esempi, fare paragoni, per esprimere un'opinione, un giudizio o per raccontarci qualcosa.

Dopo la partita di domenica, di termini di confronto, di paragone, ne sono stati usati tanti, sia in termini di prestazione di squadra, sia sui singoli.

Il Napoli a Palermo nonostante l'uno a zero di rigore, ha dominato in lungo e largo e i numeri lo dimostrano: oltre il 70 % di possesso palla, oltre l'80% di passaggi esatti, giusti. E il primo termine di paragone lo hanno usato i tifosi delle altre squadre: abbiamo vinto come la Juve, con "l'aiutino". Non starò a sindacare sul rigore, per me sacrosanto, netto ed inevitabile. Tra l'altro Rocchi (si proprio lui...) aveva anche avvisato Andelkovic di guardare la palla e non Albiol, ma lo spagnolo evidentemente era troppo affascinante...

Chi non ha visto la partita, potrebbe usare un altro termine di paragone: il Napoli ha vinto come la Juve, con cinismo. Ma forse questo vorrebbe dire incensare la squadra di Sarri, usando uno degli aggettivi più cari alla vecchia signora, la renderebbe troppo importante. Ed in fondo noi che la partita l'abbiamo vista, tutto possiamo dire fuorché di essere stati cinici.

Il Napoli ha una palese difficoltà dalla partita con il Carpi in poi, facciamo pochi gol rispetto alla mole di occasioni create. E siamo il secondo attacco del campionato. Lo stesso Sarri è stato categorico, dobbiamo chiuderle prima.

Cosa è successo alla squadra delle "manite"?

Beh è evidente che se l'attacco è meno incisivo, nonostante arrivi con semplicità fino ai 16 metri, il problema è l'ultimo passaggio. E allora vengono in mente i 10 assist di Insigne che però sono fermi a 5/6 partite fa. Che fine ha fatto Lorenzo? inAnche perché, appena non segna o non fa assist, tornano prepotenti le critiche. Ma che sarà mai, ormai il frattese ci avrà fatto l'abitudine, l'avrà capito che Napoli è così. A Napoli puoi anche chiamarti Higuain e fare 27 gol in 29 partite, ma si ricorderanno sempre che in ben 2 partite consecutive non ha segnato. Se ti chiami Insigne è ancora peggio, nonostante questa rappresenti la stagione della maturità, con 11 gol in serie A, in mezza stagione. Già adesso sono più di quanti ne abbia fatto in totale nelle 3 stagioni precedenti. Eh ma se il tiro a giro va fuori o se l'assist ad Higuain non è preciso, torni ad essere il cafone risalito, l'atteggioso ed il divetto del piffero. E nonostante sia riconosciuto un po' ovunque, uno dei migliori talenti del calcio italiano, continui a non essere nessuno, magari è meglio venderlo.

Eh si com'era meglio vendere Hamsik alla Juve fin quando aveva ancora mercato o com'era meglio squagliare Albiol e Koulibaly o non riscattare il miglior centrocampista italiano, tale Jorginho. Di lui si diceva che fosse inadeguato, privo di personalità, leggero. Poi si scopre che tocca in media 150 palloni a partita e sbaglia si e no 10 tocchi.

Ma Napoli è questa, vive di paragoni spesso assurdi. Insigne non sarà mai nessuno perché altrimenti risolverebbe le partite da solo, come un Messi o un Ibrahimovic. Jorginho non sarà mai nessuno perché non ha le verticalizzazioni di Pirlo o il movimento nello stretto di Xavi. Ma se iniziassimo ad usare metri di giudizio più terreni, ci accorgeremo che da 3 anni a questa parte, i momenti migliori del Napoli sono spesso coincisi con quelle di miglior vena di Insigne? Ci accorgeremo che uno come Jorginho non ce l'ha nessuno in Italia e in molte squadre europee? Basterebbe non scomodare i palloni d'oro per determinare le valutazione sui nostri giocatori, semplice. Come sarebbe semplice accettare che vincere 1-0 non è reato, sono 3 punti uguale. 3 punti che ci lasciano in corsa per qualcosa che non ci spetta vincere, perché sia chiaro, il Napoli quest'anno doveva centrare l'Europa. Non è che se dovessimo arrivare secondi, si parlerà di fallimento? Qui tutto è possibile

 
I 33 schemi di Sarri, il chilo e mezzo di Higuain e i 4 minuti di Gabbiadini PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Martedì 01 Marzo 2016 13:36

Quant'è bello il calcio inglese. Ah ma ieri era Fiorentina  - Napoli, non Manchester Utd - Arsenal. Beh a me è sembrato di guardare qualcosa di diverso dalla noia mortale della nostra serie A, con buona pace dei soloni della tattica. Una partita quella di ieri sera, che è stato il miglior spot possibile per la Lega, se vuole davvero guadagnare qualcosa dalla vendita dei diritti all'estero.

Cosa ci racconta Fiorentina - Napoli? Molte cose. Innanzitutto che sono le squadre che giocano il miglior calcio in Italia, pur non disponendo di magnifiche rose di 22 titolari e avendo falle clamorose in tutti i reparti. La difesa della Fiorentina ad esempio, non è assolutamente al livello del buonissimo centrocampo, dove Vecino è sicuramente l'uomo che farebbe al caso del Napoli per intensità, tecnica e fisicità. Ci racconta che tutto sommato in Italia si può giocare a calcio cercando di vincerla, anziché provare a non perderla e ne guadagna lo spettacolo. E chissenefrega se le due squadre a tratti sembravano lunghe e scollate, era solo apparenza.

Il Napoli è sicuramente in una fase di appannamento mentale, ancor più che fisico, perché a correre corrono, e ieri hanno corso tanto perché la Fiorentina soprattutto nel primo tempo, correva anche di più, però è evidente che in particolare Callejon, Hamsik ed Allan sono in affanno. Sono i 3 ruoli senza alternative valide, a conti fatti era immaginabile fosse così.

Il pari di ieri è da ritenersi giusto ed importantissimo. Giusto perché nel primo tempo potevamo chiudere con 2 gol sotto, ma nel secondo potevamo pareggiarla. Importantissimo perché fatto a Firenze, squadra terza in classifica, perché teniamo le terze a 5 punti e non facciamo scappare troppo la Juve, che dovrà comunque fare 4 partite in 14 giorni, tra cu una itrasferta a Monaco di Baviera. In prospettiva, dopo questo febbraio grigio, ora si aprirebbe un ciclo più abbordabile per il Napoli a cominciare da sabato contro il Chievo, quindi le possibilità restano assolutamente invariate.

D'altro canto non vanno sottovalutati i campanelli di allarme suonati in questo mese. Innanzitutto l'attacco sembra un po' asfittico, probabilmente perché soffriamo le difese schierate, ma anche ieri contro una retroguardia incerta come quella viola, ci ha dovuto pensare Higuain, con buona pace del chilo e mezzo in più, altrimenti nisba. È evidente che le due ali devono respirare un po' e che Mertens abbia creato molto nei 20 minuti disputati. Anche la difesa è sembrata meno impenetrabile, ma qui incidono anche altri fattori, come lo scarso filtro a centrocampo, ma ne abbiamo parlato anche prima, giocano sempre gli stessi.

Punto dolente, Gabbiadini. Il trattamento che sta ricevendo sto ragazzo è incomprensibile. 4 minuti ieri, 10 con il Villarreal. Ok davanti c'è Higuain, ma Manolo può giocare anche in maniera diversa. Può giocare accanto al Pipita, dietro al Pipita, a destra al posto di Callejon. Insomma può creare una variante importantissima, in corso d'opera. Perché no?

Caro Sarri, hai stupito e stai stupendo tutti. Hai fatto un passo indietro cambiando repentinamente modulo dopo 3partite di campionato ed un ritiro in cui si è dato ampio risalto a quel modulo che amavi tanto, inventandoti anche Insigne trequartista. Poi hai trovato l'assetto migliore con il 433, che d'altro canto era il modulo più logico per la rosa a disposizione. Perché ora hai smesso di stupirci? Perché almeno a partita in corso, questo bel Napoli non ha una variante tattica valida? Perché Gabbiadini può fare solo il centravanti? Perché un trequartista puro, come El Kaddouri, viene impiegato (quando e se) come ala?

Caro Sarri io lo capisco che sei abituato a lavorare sulla squadra tipo, sulla settimana tipo, sull'assetto tipo, ma oggi il calcio non è più quel calcio tipo che si gioca in provincia. Il Napoli ha 20 giocatori di ottimo livello per la serie A, molti di questi reclamano uno spazio che in assenza di coppe, probabilmente avranno difficoltà a trovare, perché hai la squadra tipo in testa, ma i titolarissimi, sono sfiancati, bisogna farli prendere un po' d'aria. Caro Sarri, caro mister 33 schemi, ne ho visti in paio, forse 3 di questi schemi, gli altri quando?

 
Ne resta uno su tre PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Venerdì 26 Febbraio 2016 08:58

Capolinea Villarreal.

La marcia in Europa League, si ferma contro il Villarreal ancora una volta con loro ed ai 16imi di finale.

Il sottomarino giallo si conferma avversario ostico per gli azzurri, ostico in generale, con buona pace di chi credeva in una passeggiata di salute.

Pare quasi che in Italia ci sia percezione del valore di una squadra spagnola, solo se si parla di Real, Atletico e Barcellona. Certo loro in campionato passeggiano e quindi facile che la sensazione si quella, poi però guardi i risultati continentali di Valencia, Siviglia, Villarreal e Bilbao e qualcosa cambia. E se la Spagna si conferma leader nei vari ranking il motivo è abbastanza evidente.

Il Napoli dei record si è inceppato. Nelle ultime 5 partite tra campionato e coppa, 3 gol fatti 5 subiti una vittoria su calcio di rigore contro il Carpi. Appannamento fisico o blocco psicologico? Avversari troppo difensivisti o Napoli troppo lento nello sviluppo del gioco? Già avevo fatto notare che avevamo riscontrato queste difficoltà contro squadre schierate con un 442 rigido, con linee molto strette e arroccate in difesa. È chiaro che qualunque squadra soffrirebbe con avversari che pensano in particolare a difendere, quello che però preoccupa, almeno al sottoscritto, non è questa brevissima astinenza di Higuain,  piuttosto l'apparente mancanza di alternative tattiche.

Ieri Sarri è partito con il consolidato 433 inserendo però Mertens al posto di Callejon, un po' per far rifiatare lo spagnolo, un po' perché contava di creare più uno contro uno sulle fasce. In realtà il belga è stato al solito fumoso, impreciso e spesso irritante.

L'idea di partenza era anche buona, ma dopo il fortunoso pari spagnolo, i cambi non li ho capiti.

Non li ho capiti perché, fatta salva la scelta probabilmente obbligata di Maggio per Strinic, se vuoi rimontare e passare il turno, Gabbiadini non può entrare a 10 dalla fine, altrimenti non ha senso metterlo e non ha senso tenere dentro anche Higuain, Insigne e Mertens. Se pensi di non riuscire a vincerla, tiri fuori anche gli altri in vista di Firenze, se vuoi passare il turno, ci provi fino in fondo e se la perdi perché ti sbilanci, pazienza, tanto saresti andato comunque fuori.

Insomma, ci credevamo o no? La risposta del campo è uscita ibrida. Ok è chiaro che oltre cali fisici o mentali è anche un periodo che gira male, questi basta che respirano e ci fanno gol, ma noi cosa stiamo facendo per non farli respirare?

Fatto sta che era evidente che non era una sfida da poter affrontare con le riserve nonostante le belle prove si Strinic e Lopez ed è evidente che questo Napoli a febbraio resta con un solo obiettivo percorribile. Per molti ci siamo tolti un peso, io resto del parere che vincere aiuta a vincere e che come ha detto Albiol prima della partita, la pressione è una str..

Giocatori di questo livello non possono sentirsi stanchi per 5/6 partite in più o in meno.

Non ci resta che girare pagina e provare a ripartire, lunedì è di nuovo campionato e la Fiorentina vuole rimettersi in corsa.

Uno su tre né è rimasto, quello più importante, quello più desiderato, va centrato.

#forzanapolisempre

 
Il Napoli c'è PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Martedì 23 Febbraio 2016 08:37

Ok sorpasso mancato, ma il Napoli c'è eccome.

Scrivere in maniera positiva dopo un amaro pareggio interno non è cosa facile, eppure non mi sforzo, semplicemente perché il Napoli c'è eccome.

Lo dimostrano i dati: predominio territoriale, occasioni create, occasioni subite, nonostante ieri fosse la quarta partita consecutiva in cui giochiamo contro 11 difensori.

 

Hanno preso tutti spunto da Garcia, il primo che fece scendere al San Paolo la squadra ancora dentro al pulmann, piazzandola davanti alla porta. Reti bianche in quell'occasione, con un gol annullato alla Roma, una striminzita vittoria con il Carpi, ma da loro potevamo anche aspettarcelo, 3 tiri subiti contro Juve, Villarreal e Milan 3 gol subiti. Questo è il calcio si dirà, ma è pur vero che purtroppo qualcosa negli ingranaggi mentali di questo Napoli si è fermato.

Non hoè questione di forma fisica, il Napoli c'è eccome e non è nemmeno questione di mentalità o di qualità di gioco, il Napoli anche ieri sera, il suo l'ha fatto. Jorginho ha creato le trame, Hysai e Ghoulam hanno appoggiato bene la manovra, solo Higuain ed Hamsik sono sembrati un po' fuori dal gioco, come nelle 3 precedenti partite.

E allora viene logicamente da pensare, perché non vinciamo più? Secondo me serve l'alternativa tattica, quella variazione, anche in corsa, che gli avversari non si aspettano e che magari crea scompiglio nelle loro idee. Serve uno che giochi tra le linee strette che affrontiamo, uno che muovendosi centralmente crei la superiorità laddove sono meno coperti gli avversari, perché la forza del Napoli dalla quarta giornata in poi è sempre stato il gioco sulle fasce ed è proprio lì che gli avversari ci fermano, triplicando la marcatura su insigne, ostruendo il triangolo con Hamsik e togliendo profondità a Calleti. Serve il trequartista, quella figura mitologica tanto cercata da Sarri fin dall'estate, quell'uomo che sia in grado di prendere palla tra le linee girarsi rapidamente e tentare la giocata sui movimenti delle 2 punte.

No, è vero non si può cambiare una squadra che fa 57 punti in 26 partite, ma non vogliamo questo, semplicemente vorremmo vedere una variante in corso d'opera, se le cose non vanno come nello standard, perché i limiti mostrati nelle ultime 4 riguardano prettamente la fase offensiva, perché se fermi le ali, togli anche la pericolosità di Higuain che certo non può giocare da solo contro tutti e risulta così, avulso dal gioco.

Ok abbiamo straparlato, in fondo il Napoli c'è lo dicono i numeri, ma c'è anche l'amaro in bocca per l'occasione fallita,per il controsorpasso mancato, ma a Firenze dovremmo trovare meno muraglie e forse riprenderemo a girare come sappiamo. Intanto giovedì sera c'è il Villarreal. Prepariamoci ad un altro assalto, le possibilità si passare ci sono, anche se la maggioranza dei tifosi manderebbe in campo la primavera. In fondo il Napoli c'è, forse manca qualche idea

 
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