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Il piccolo superbowl PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Lunedì 08 Febbraio 2016 20:02

Mentre lentamente si spegnevano i riflettori sulle ultime trasmissioni sportive, in America, ma più in generale, in tutto il mondo andava in scena il 50° Superbowl, l'avvenimento sportivo più seguito in America, capace di catalizzare l'attenzione di centinaia di milioni di spettatori in tutto il mondo, compresi Obama e consorte.

Inno nazionale affidato a Lady Gaga, intervallo scandito dallo spettacolo di Beyonce, Bruno Mars e o Coldplay. Spettacolo nello spettacolo insomma.

Quasi come accade in Italia, dove hanno tenuto banco gli sviluppi sui cori di discriminazione territoriale e i buu razzisti di Lazio - Napoli e l'eccezionalità della scelta di tal Irrati, che ha incredibilmente applicato il regolamento. Così tra una curva Nord chiusa a Roma, una curva A chiusa a Napoli e il divieto di trasferta per i tifosi del Napoli a Torino, per quello che sarebbe il nostro spartano superbowl, è andata in scena l'ultima giornata prima di Juve - Napoli.

Una giornata in cui le 2 battistrada hanno inanellato rispettivamente la 14ima e l'ottava vittoria consecutiva, mettendosi a distanza di sicurezza da Milan, Inter, Roma e Fiorentina. Questi due filotti sono record storico per entrambe. Allegri ha spazzato via il record di Conte, gli azzurri di Sarri hanno battuto addirittura quello di Maradona. Numeri da capogiro, per entrambe insomma.

Si apre la settimana di attesa più lunga, perché parliamoci chiaro, Juve - Napoli non è solo una partita di calcio, una sfida scudetto, ma è tutto. È uno scontro nord-Sud, tra ricchi e poveri, è uno scontro identitario, una squadra contro una città. Per noi in particolare è "la partita".

Sabato, come raramente accaduto nella storia,andiamo a Torino da primi in classifica, con la consapevolezza che siamo una grande squadra, che giochiamo il miglior calcio in Italia e tra i migliori in Europa. Andiamo con il miglior attacco, con il miglior attaccante della serie A, tra i migliori al mondo ed avremo 2 risultati utili su 3.

Per la prima volta andiamo da favoriti, nonostante irecord bianconeri, perché nonostante questa sfilza di risultati sono ancora indietro ed hanno tanti infortunati.

Sabato sera non ci sarà l'inno nazionale, né tantomeno un intervallo spettacolare, per gradire al massimo ci sarà la finale di Sanremo, speriamo almeno che la vittoria premi chi dimostrerà di aver giocato meglio, senza alibi, senza nubi, insomma speriamo che sia una partita vera,perché la merita chi ama ancora questo sport e che magari avrebbe voluto che una partita così potesse essere un piccolo superbowl

 
La vittoria più bella, quella di Irrati PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Giovedì 04 Febbraio 2016 10:02

Lazio - Napoli 0-2

Abbiamo speso qualunque tipo di aggettivo per questo Napoli e i suoi grandi interpreti.

Meraviglioso il gioco, sciolto, dinamico, veloce, spettacolare, concreto, cinico quando necessario, intelligente, pungente.

Siamo il Barcellona d'Italia o se preferite il Bayern.

Abbiamo un attacco spettacolare, il migliore in Italia, tra i migliori in Europa. Higuain è il miglior attaccante puro in circolazione. 23 gol in 23 partite. Insigne è il miglior giocatore italiano, 10 gol e 10 assist. Callejon è un giocatore di una intelligenza tattica mostruosa, solo Mourinho l'aveva capito prima, mica l'ultimo cretino. Jorginho è un regista affermato, gioca semplice, veloce, con una precisione impressionante e sa anche mandarti in rete, solo Conte gli preferirebbe ancora un Montolivo qualsiasi. È tanto bravo da farsi ammonire per perdita di tempo e non rischiare di saltare la Juve.

Sarri è davvero un maestro di calcio assoluto. Ha messo il Napoli nelle condizioni si poter lottare seriamente per lo scudetto dopo secoli. Ha eguagliato un record di 28 anni fa, un altro calcio, altri interpreti altri tempi.

Ma ieri la vittoria del Napoli è quasi un contorno in una serata dove la vittoria vera è quella del coraggioso arbitro Irrati. Secondo tempo, nel deserto dell'Olimpico si alzano ululati razzisti e i soliti cori inneggianti dormienti montagne. Lui fischia, prende il pallone, chiama i dirigenti laziali e gli ispettori di lega, ferma la gara, tra i fischi dei cretini e gli applausi delle persone per bene. Bravo, bravissimo, un provvedimento che chiedavamo da tempo, ma che mai nessuno aveva preso. Ora toccherà alla lega continuare ciò che Irrati ha iniziato, prendendo i provvedimenti del caso.

Irrati ha aperto una strada, una strada verso una cultura diversa che agli italiani manca. Seguire la scia sarebbe più semplice che evitarla, vedremo se ciò accadrà. Per ora Irrati si merita la lode, come se la merita il mastodontico Napoli delle 7 vittorie consecutive, delle 5 giornate consecutive al primo posto da soli. Se la merita come Koulibaly che a fine gara, nonostante i cretini, regala la maglia ad un ragazzino, dimostrando una intelligenza, una bontà, una generosità, degna dei veri uomini. Ha fatto come sta facendo il nostro amato Napoli, rispondendo con il lavoro, con il gioco, i risultati, agli insulti che ci accompagnano ovunque.

Bravo Irrati, hai vinto tu questa partita, l'hai vinta insieme al Napoli e al K2.

Il 13 è ancora lontano, la prossima è il Carpi, per tenerci il +2 e per battere quel Napoli di 28 anni fa. Testa bassa come ieri e concentrazione massima. Da ieri sera, davvero nulla è impossibile

 
La volata finale PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Martedì 02 Febbraio 2016 14:15

Come ampiamente pronosticato, anche la sessione di mercato di gennaio 2016 non porta il Napoli lì dove si vorrebbe. Mai come quest'anno, la ghiotta occasione per completare la rosa, non è stata colta, ma stavolta non va buttato via tutto.

Il Napoli che ha visto salire esponenzialmente il suo valore di squadra, si vede parallelamente costretto a fare i conti con una involuzione di fatturato preoccupante.  Siamo crollati ad un terzo di quello della Juve e restiamo distanti dalle milanesi.

Il mercato del Napoli per entrambe le sessioni stagionali è da lode, perché è stato un mercato intelligente, di prospettiva e di rinunce. Rinunce che a noi tifosi rendono felici. Non è semplice trattenere Higuain & co. sapendo cosa dirà il bilancio, non era semplice.

Come non è stato facile dire no a 25 milioni per Gabbiadini, laddove le alternative sarebbero state sicuramente inferiori.

Detto ciò non può che essere elogiato il lavoro di Giuntoli, fatto di dismissioni e di acquisizioni prospettiche, come Grassi o lo stesso Gnahoré. Certo un po' tutti ci aspettavamo il centrocampista che sostituiva Lopez o l'ala per far riposare Callejon. Compreso Sarri, che non ha celato non il disappunto, ma quanto meno la delusione. Ma Maurizio è un'aziendalista, uno che lavora seriamente e quindi farà come sempre: lavorerà.

Tocca a questi ragazzi portare avanti il sogno, magari consapevolmente mollando in Europa, ma nemmeno ne sono certo. Toccherà a Higuain difendere la città così come ha dichiarato domenica, toccherà ad Insigne distribuire nel modo giusto le sue invenzioni. Ora sarà una corsa senza soste, da qui alla fine, in una lunga volata fino a maggio. Speriamo di essere noi i velocisti e non le lepri

 
Che sia la volta buona? PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Lunedì 01 Febbraio 2016 10:35

Corre il Napoli. Corre come Higuain che raccoglie la palla in fondo alla rete empolese dopo aver realizzato il pareggio di ieri. Corre come Insigne che in due minuti disegna con il suo destro, due parabole che rimandano la Juve a meno 2.

In Napoli così forte non si vedeva da decenni. Una squadra capace di partire da meno dalla prima, andare in svantaggio e andare a realizzare la sesta cinquina stagionale, con una facilità disarmante.

Numeri impressionanti per i ragazzi di Sarri.

50 punti in 22 partite di campionato, 18 in Europa League

50 reti in 22 partite, 68 stagionali

22 le reti di Higuain in 22 partite di serie A

10 gol e 9 assist per Insigne, sesta partita in cui realizza e manda in porta un compagno

Siamo la squadra più corretta del campionato, con meno ammonizioni ed espulsioni, quella che subisce meno occasioni da rete dagli avversari, sintomo di quanto possesso palla facciamo. Un possesso non sterile ma efficace, fatto di micidiali triangoli, di scambi velocissimi, rapide verticalizzazioni. Insomma un Napoli che probabilmente sognavamo tutti e che probabilmente nessuno poteva immaginare che potesse essere quello del derelitto Jorginho, o del pessimo Albiol o dello smarrito Hamsik. Invece no, Sarri ha dato le chiavi del gioco proprio a questi 3 giocatori, che viaggiano con numeri impressionanti di giocate andate a buon fine. Perché? Perché il Napoli gioca semplice, gioca facile e lo fa bene. Poi ci pensano Higuain ed Insigne. 32 reti in 2, una delle migliori coppie d'attacco di tutta Europa.

Dietro resta attaccata solo la Juve, che passeggia nei corridoi vuoti di casa Chievo, così come accadde a Udine. Solo la Roma ha provato a sbarrarle la strada e quasi ci riusciva. Questo è un dato importante, non le 12 vittorie consecutive, ma come sono arrivate.

La trasferta romana contro la Lazio ci dirà molto sulle reali ambizioni e sulle reali possibilità della squadra di arrivare fino in fondo, perché la Lazio è squadra ostica, perché la giochiamo fuori, perché le 12 vittorie bianconere fanno rumore, perché dovremo mandare in campo Maggio e david Lopez. Insomma un banco di prova importantissimo. Nel frattempo il mercato chiude oggi e si segnalano trattative molto interessanti, che fanno tanto "grande squadra": Ninkovic, Raicevic, Lapadula. Giovani attaccanti da prendere e da parcheggiare in altri club. Una società che vuole dare continuità, si muove così e Giuntoli pare l'uomo giusto per portare avanti questa politica. Che sia la volta buona?

 
Domenica Lasagna PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Lunedì 25 Gennaio 2016 19:44

Tutto sommato non possiamo lamentarci. Si è vero, quelli con il pigiama a strisce hanno vinto ancora, ma tra la nostra vittoria e la faccia di Mancini in tv, la nostra domenica è andata via gradevolmente, proprio come dopo essersi abbuffati di lasagna. Mancini probabilmente sarà vegano, Sarri lo sapeva.

Ringraziamo Giuntoli.

La partita era di quelle toste, il Napoli apparentemente doveva arrivare da una settimana caotica, destabilizzante, almeno secondo giornalisti e invece un quarto d'ora e la partita è stata praticamente chiusa, con buona pace di Cassano che aveva azzeccato il pronostico.

Si è vero, ci siamo complicati le cose regalando 2 reti alla Samp, ma in fondo come sempre il risultato non è mai realmente sembrato in discussione.

Questa è stata effettivamente la prima vera prova di forza per questa squadra, capace di compattarsi dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia e le relative polemiche scatenate dai media. Una squadra capace di far finta che a Castelvolturno non siano arrivati le Iene o i tapiri, che pronti via, su un campo ostico ha fatto vedere che c'è forza di gruppo, unità di intenti e una concentrazione elevata.

La Juve ci insegue ancora. Undici vittorie consecutive non sono bastate per mettersi davanti, sintomo di quanto il nostro Napoli stia facendo bene in questa stagione. 47 punti in 21 partite, 5 vittorie di fila dall'inizio del 2016, Insigne ed Higuain quarta migliore coppia offensiva in Europa dietro coppie del calibro di Suarez-Neymar, Ronaldo-Benzema e Lewandowsky-Muller. Mica pizza e fichi.

Il campionato ci racconta della prima mini fuga, grazie a Cristiano Giuntoli che ai tempi di Carpi, andò a scovare un ragazzino tra i dilettanti, tal Kevin Lasagna, che a 2 minuti del termine, manda l'Inter a meno sei. Della Roma si sono perse le tracce. Non pervenuti, nemmeno ieri a Torino dove erano effettivamente chiamati ad una prova d'orgoglio. Nulla da fare, sono riusciti solo a dimostrare che forse dare del finocchio a qualcuno è il minimo di ciò che accade in campo.

Domenica prossima verrà a trovarci l'Empoli, che sta facendo anche meglio dello scorso anno. Servirà concentrazione massima, sperando che l'Inter faccia stancare un po' la Juve mercoledì sera. In fondo non è che chiediamo molto, almeno questo dovrebbero saperlo fare.

 
L'italiano medio è provinciale PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Mercoledì 20 Gennaio 2016 11:49

Sono un'italiano medio. Uno di quelli a cui, citando J-Ax e la sua omonima canzone, basta che non gli togli il pallone o le veline, del resto non me ne frega niente.

Siamo tutti un po'italiani medi.

Siamo quelli di domenica in, della D'Urso, quelli di Amici o di Sanremo. Siamo quelli a cui va tutto bene finché non ci tocchi direttamente.

Il problema dell'italiano medio e forse non solo, è più che altro il provincialismo stereotipato. Per noi è tutto provinciale, perché siamo di ridotte vedute e forse anche di ridotte capacità.

Ed ecco che ricchione diventa offensivo, un becero insulto che non può passare inosservato, nemmeno su un campo di calcio, dove in Italia solitamente tutto è concesso sia sul tappeto verde che sugli spalti.

Non fa niente se Totti manda cortesemente, ma palesemente a quel paese un arbitro e non fa niente se dagli spalti partono insulti discriminatori, che siano razziali o territoriali. Se tocchi l'argomento omosessualità sei un burbero, ignorante, troglodita e cafone.

E certo, siamo nel secolo dei diritti omosessuali, mica possiamo dare del ricchione a chiunque? Dobbiamo pararci il culo (in senso lato).

E poi se lo dice un napoletano, mica è come se lo dicesse un milanese? Eh no un napoletano non può permettersi di dire certe cose. Il napoletano è coleroso da 40 anni e deve tacere, altrimenti diventiamo tutti Mancini, pur non utilizzando la sinistra.

Sarri ha sbagliato, un eccesso di foga agonistica. Un po' come quando si entra a gambe unite in un contrasto, ma è più sbagliato essere istintivi o finti moralisti? No perché il gioco sta tutto qua. È più provinciale chi insulta apertamente, su un campo di calcio, dove normalmente succede di tutto, o chi magari va in tv a spiattellare tutto e magari è contrario ai matrimoni gay?

In fondo i sondaggi parlano chiaro e sono stati ampiamente discussi proprio ieri (che caso) dopo la partita, a "Porta a porta". Più della metà degli italiani non è favorevole ai matrimoni omosex e ritiene che anche in caso di unione civile etero e omo non debbano usufruire degli stessi diritti.

Forse più che siamo tutti Mancini, quel giornalino torinese, avrebbe dovuto dire siamo tutti italiani medi. Un po' bigotti, un po' moralisti a cavoli propri.

Ora Sarri rischia una lunga squalifica e forse è anche giusto così perché l'errore c'è, chi lo nega, ma sarebbe anche giusto applicare le regole per qualunque cosa accada in campo. Magari un "fijo de puta" andrebbe sanzionato allo stesso modo, perché discrimina le meretrici, ma anche un italianissimo  testa di c. potrebbe essere discriminatorio per chi ce l'ha e lo fa funzionare solo per gli usi previsti.

Questa purtroppo è l'italietta dei medi(a). Dovevamo aspettarselo di trovarci sotto attacco. Siamo troppo belli e bravi e questo da fastidio. Sarri è caduto nella trappola della macchina del fango, quel mezzo con cui i media amano ammazzare il buono e difendere il cattivo, quella che fa fare i titoloni sul M5s a Quarto o Livorno e nasconde gli arresti che avvengono a Brenta o altrove, dove governano altri partiti.

La macchina del fango ci ha investiti, anzi ha accelerato, perché il Napoli capolista non può essere, non può restare la. Che figura ci fanno le milanesi o la Fiat? E poi dovrebbe vincere la squadra del burbero toscano che viene dalla provincia? Dovrebbe vincere la squadra del creatore dei cinepanettoni? Eh no, non può andare così, dobbiamo smontarli, non possiamo permetterci di scrivere che per 60 minuti le riserve del Napoli non hanno concesso un tiro in porta all'Inter, che Valdifiori ha appoggiato lo scroto in testa a un francese costato 40 milioni. È cosi l'Italia, ora è guerra e dobbiamo difenderci. Questo De Laurentiis lo saprà?

 
Ritmo binario PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Lunedì 18 Gennaio 2016 11:05

Un tempo binario, musica testo e movimenti. Il tango è la massima espressione poetica argentina. Ed è proprio così che sembra indirizzarsi questo campionato. Un tempo binario, scandito da Napoli e Juventus per cui massime espressioni sono incarnate da due fenomeni argentini: Higuain e Dybala.

Non sembra esserci nulla di strano nel vedere dei punteri argentini fare bene in Italia, ce ne sono stati così tanti che sarebbe difficile anche elencarli. Dall'ultimo Tevez, passando per Batistuta e Balbo, per arrivare a Sivori e forse ancor più indietro nel tempo. E tutto senza scomodare Maradona che non è certamente inquadrabile in un ruolo definito.

Eppure mai nessuno fin qui ha avuto i numeri di Gonzalo Higuain, mai nessuno ha realizzato 20 gol in 20 partite. In Italia.

Per il Pipita effettivamente non ci sono più aggettivi, il rendimento che sta avendo supera qualunque aspettativa potessimo avere. Grazie alle parole che gli avrà detto Sarri e che Prandelli è curioso di sapere, ma anche grazie a dei compagni di reparto che ne sanno sfruttare le qualità immense e ne sanno leggere tempi, movimenti. Come in un tango per l'appunto.

Il primo gol contro il Sassuolo è da far vedere nelle scuole calcio, ai giovani virgulti che vorrebbero fare gli attaccanti. Guarda si fa così, altrimenti il difensore ti anticipa. Eccezionale.

Eccezionale come i tempi di Hamsik, che gliela da dove lui la chiede. Un po' come fatto da Insigne sul gol di Callejon.

In 19 partite giocate Lorenzo è stato decisivo 15 volte con 7 assist e 8 gol. In italia nessuno meglio di lui.

Numeri stratosferici per un Napoli che sa soffrire, sa rialzarsi dopo gli errori e che stende una delle migliori squadre del torneo, quel Sassuolo di Di Francesco che ha saputo disegnare una squadra tosta, coriacea che gioca al calcio senza alchimie provincialistiche e che meriterebbe forse panchine migliori.

Ma il tango si balla anche nellaTorino bianconera dove c'è un giovanotto che si è preso la scena abbandonata da Tevez. Il pupillo di Messi, Paulo Dybala. Non è il pipita, ha caratteristiche diverse, forse più da trequartista che da attaccante vero, ma nella passeggiata di salute contro l'Udinese, mette dentro 2 gol e un assist. Tanta roba.

Certo i tappeti rossi che sta incontrando la Juve sono tanti. Quello di ieri addirittura di velluto. Evidentemente i friulani erano storditi dalla bellezza del loro nuovo stadio, la Dacia Arena, 50 milioni di tecnologia, spazi, qualità, per 25mila posti a sedere, annessi e connessi.

Nonostante la decima consecutiva, la Juve è 2 punti dietro, segno che il solco tracciato dal Napoli quanto a prestazioni e continuità è profondo. Chi rincorre solitamente poi arriva stanco, ma chi non è abituato a fare la lepre potrebbe risentire della pressione e come in un tango probabilmente arriveremo al 13 febbraio, data della sfida tra le due squadre che sembrano al momento le uniche serie candidate per arrivare in fondo.

Nel mezzo ci saranno un paio di sfide in coppa Italia, con un'Inter da eliminare, non tanto per la coppa, ma per tagliarle definitivamente le gambe nella corsa scudetto e un villarreal da visitare in Europa League.

Qualcuno pensa che concentrare le forze sul campionato siapreferibile e fondamentale per arrivare in fondo, io credo invece che le vittorie aumentano l'autostima e la consapevolezza nei propri mezzi. Vincere aiuta a vincere. Soprattutto con le "grandi". Domani sera sarà un'altra occasione per dimostrare che gradiamo lo spettacolo, i nostri tangheri ci aspettano, con tutta la passione di cui possiamo. Avanti Napoli.

 
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