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Ne resta uno su tre PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Venerdì 26 Febbraio 2016 08:58

Capolinea Villarreal.

La marcia in Europa League, si ferma contro il Villarreal ancora una volta con loro ed ai 16imi di finale.

Il sottomarino giallo si conferma avversario ostico per gli azzurri, ostico in generale, con buona pace di chi credeva in una passeggiata di salute.

Pare quasi che in Italia ci sia percezione del valore di una squadra spagnola, solo se si parla di Real, Atletico e Barcellona. Certo loro in campionato passeggiano e quindi facile che la sensazione si quella, poi però guardi i risultati continentali di Valencia, Siviglia, Villarreal e Bilbao e qualcosa cambia. E se la Spagna si conferma leader nei vari ranking il motivo è abbastanza evidente.

Il Napoli dei record si è inceppato. Nelle ultime 5 partite tra campionato e coppa, 3 gol fatti 5 subiti una vittoria su calcio di rigore contro il Carpi. Appannamento fisico o blocco psicologico? Avversari troppo difensivisti o Napoli troppo lento nello sviluppo del gioco? Già avevo fatto notare che avevamo riscontrato queste difficoltà contro squadre schierate con un 442 rigido, con linee molto strette e arroccate in difesa. È chiaro che qualunque squadra soffrirebbe con avversari che pensano in particolare a difendere, quello che però preoccupa, almeno al sottoscritto, non è questa brevissima astinenza di Higuain,  piuttosto l'apparente mancanza di alternative tattiche.

Ieri Sarri è partito con il consolidato 433 inserendo però Mertens al posto di Callejon, un po' per far rifiatare lo spagnolo, un po' perché contava di creare più uno contro uno sulle fasce. In realtà il belga è stato al solito fumoso, impreciso e spesso irritante.

L'idea di partenza era anche buona, ma dopo il fortunoso pari spagnolo, i cambi non li ho capiti.

Non li ho capiti perché, fatta salva la scelta probabilmente obbligata di Maggio per Strinic, se vuoi rimontare e passare il turno, Gabbiadini non può entrare a 10 dalla fine, altrimenti non ha senso metterlo e non ha senso tenere dentro anche Higuain, Insigne e Mertens. Se pensi di non riuscire a vincerla, tiri fuori anche gli altri in vista di Firenze, se vuoi passare il turno, ci provi fino in fondo e se la perdi perché ti sbilanci, pazienza, tanto saresti andato comunque fuori.

Insomma, ci credevamo o no? La risposta del campo è uscita ibrida. Ok è chiaro che oltre cali fisici o mentali è anche un periodo che gira male, questi basta che respirano e ci fanno gol, ma noi cosa stiamo facendo per non farli respirare?

Fatto sta che era evidente che non era una sfida da poter affrontare con le riserve nonostante le belle prove si Strinic e Lopez ed è evidente che questo Napoli a febbraio resta con un solo obiettivo percorribile. Per molti ci siamo tolti un peso, io resto del parere che vincere aiuta a vincere e che come ha detto Albiol prima della partita, la pressione è una str..

Giocatori di questo livello non possono sentirsi stanchi per 5/6 partite in più o in meno.

Non ci resta che girare pagina e provare a ripartire, lunedì è di nuovo campionato e la Fiorentina vuole rimettersi in corsa.

Uno su tre né è rimasto, quello più importante, quello più desiderato, va centrato.

#forzanapolisempre

 
Il Napoli c'è PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Martedì 23 Febbraio 2016 08:37

Ok sorpasso mancato, ma il Napoli c'è eccome.

Scrivere in maniera positiva dopo un amaro pareggio interno non è cosa facile, eppure non mi sforzo, semplicemente perché il Napoli c'è eccome.

Lo dimostrano i dati: predominio territoriale, occasioni create, occasioni subite, nonostante ieri fosse la quarta partita consecutiva in cui giochiamo contro 11 difensori.

 

Hanno preso tutti spunto da Garcia, il primo che fece scendere al San Paolo la squadra ancora dentro al pulmann, piazzandola davanti alla porta. Reti bianche in quell'occasione, con un gol annullato alla Roma, una striminzita vittoria con il Carpi, ma da loro potevamo anche aspettarcelo, 3 tiri subiti contro Juve, Villarreal e Milan 3 gol subiti. Questo è il calcio si dirà, ma è pur vero che purtroppo qualcosa negli ingranaggi mentali di questo Napoli si è fermato.

Non hoè questione di forma fisica, il Napoli c'è eccome e non è nemmeno questione di mentalità o di qualità di gioco, il Napoli anche ieri sera, il suo l'ha fatto. Jorginho ha creato le trame, Hysai e Ghoulam hanno appoggiato bene la manovra, solo Higuain ed Hamsik sono sembrati un po' fuori dal gioco, come nelle 3 precedenti partite.

E allora viene logicamente da pensare, perché non vinciamo più? Secondo me serve l'alternativa tattica, quella variazione, anche in corsa, che gli avversari non si aspettano e che magari crea scompiglio nelle loro idee. Serve uno che giochi tra le linee strette che affrontiamo, uno che muovendosi centralmente crei la superiorità laddove sono meno coperti gli avversari, perché la forza del Napoli dalla quarta giornata in poi è sempre stato il gioco sulle fasce ed è proprio lì che gli avversari ci fermano, triplicando la marcatura su insigne, ostruendo il triangolo con Hamsik e togliendo profondità a Calleti. Serve il trequartista, quella figura mitologica tanto cercata da Sarri fin dall'estate, quell'uomo che sia in grado di prendere palla tra le linee girarsi rapidamente e tentare la giocata sui movimenti delle 2 punte.

No, è vero non si può cambiare una squadra che fa 57 punti in 26 partite, ma non vogliamo questo, semplicemente vorremmo vedere una variante in corso d'opera, se le cose non vanno come nello standard, perché i limiti mostrati nelle ultime 4 riguardano prettamente la fase offensiva, perché se fermi le ali, togli anche la pericolosità di Higuain che certo non può giocare da solo contro tutti e risulta così, avulso dal gioco.

Ok abbiamo straparlato, in fondo il Napoli c'è lo dicono i numeri, ma c'è anche l'amaro in bocca per l'occasione fallita,per il controsorpasso mancato, ma a Firenze dovremmo trovare meno muraglie e forse riprenderemo a girare come sappiamo. Intanto giovedì sera c'è il Villarreal. Prepariamoci ad un altro assalto, le possibilità si passare ci sono, anche se la maggioranza dei tifosi manderebbe in campo la primavera. In fondo il Napoli c'è, forse manca qualche idea

 
I fatali 10 minuti e i muri difensivi PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Venerdì 19 Febbraio 2016 13:57

Anche dal Madrigal si esce con una sconfitta.

Tra sabato a Torino e giovedi sera a Vila Real abbiamo assistitoa due partite in fotocopia, dove il Napoli è stato padrone del campo, ma in cui sono risultati fatali gli ultimi 10 minuti e due tiri da fuori area.

In realtà ci sarebbe da estendere un'analisi per renderla verosimile, alla partita con il Carpi che precedeva lo scontro di Torino. Perchè? Semplicemente perchè già da quella partita sono partiti i "problemi" e ci sono 3 similitudini che lasciano pensare su cosa sia potuto accadere.

In primis il modulo tattico degli avversari, un 4-4-2 o 4-4-1-1, poco cambia. Tutte e 3 le squadre affrontate hanno giocato in quel modo, ma soprattutto giocando con estrema attenzione difensiva, lineee molto strette e pressing sulla trequarti sui nostri centrocampisti. Risultato 1 gol fatto (su rigore) e 2 subiti, una vittoria e 2 sconfitte.

Seconda similitudine è la mancanza di Insigne. In tutte e 3 le gare il suo contributo è stato praticamente nullo e automaticamente si è fermata la catena sinistra del Napoli, che come ben sappiamo è quella che offensivamente rende meglio.

Saranno due casualità, ma il discorso non cambia, il Napoli è in difficoltà soprattutto nel concretizzare le occasioni, anche se poche create e per la squadra con il miglior reparto offensivo in Italia, è un dato allarmante.

Cosa succede? Probabilmente nulla di particolare, semplicemente abbiamo affrontato squadre votate al non prenderle, ma non saranno le ultime a farlo. Già lunedì sera con il Milan il quadro non sarà molto diverso, ma al Napoli servono assolutamente i 3 punti. Allora che si fa? Sarri sarà capace di trovare le contromosse per queste partite? Non sarà il caso di rispolverare qualche variante tattica?

Staremo a vedere, per ora nulla è ancora perduto, il Villarreal è squadra tosta ma superabile e la Juve in campionato è solo un punto avanti, ma bisogna trovare le alternative per rompere i muri difensivi degli avversari che affronteremo da qui in avanti, perchè si rischia di vedere vanificare un lavoro brillante fatto fin qui.

Avanti napoli sempre

 
Europa League, che fare? PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Mercoledì 17 Febbraio 2016 11:56

Con le partite di ieri, sono iniziati i turni ad eliminazione diretta delle competizioni europee: sedicesimi di Europa League e ottavi di Champions.

Mai come quest'anno, la permanenza in queste competizioni potrebbero incidere notevolmente anche sull'assegnazione del titolo in Italia.

La Juve, finalista di Champions lo scorso anno, affronterà il Bayern Monaco di Guardiola, agli ultimi mesi sulla panchina tedesca e con qualche problema di formazione. L'affronterà da prima in classifica in campionato, dopo il sorpasso fortunoso di sabato scorso, ma soprattutto in cerca di una dimensione europea, obiettivo ampiamente dichiarato dalla dirigenza della squadra più ricca e oggettivamente più forte d'Italia. Una dimensione europea necessaria, per poter veder crescere fatturati e relativa importanza a livello continentale e mondiale. Sarà quindi impegno serio da parte dei bianconeri, con relativo dispendio fisico e mentale.

Allo stesso tempo, in Europa League, giovedì sera, sarà di scena il Napoli. Un Napoli che dopo la sconfitta di sabato è chiamato ad un pronto riscatto, per dimostrare quanto immeritata sia stata la caduta di Torino. Tra l'altro il Napoli in Europa League è chiamato ad una prestazione importante non solo per una questione mentale, ma anche per motivazioni di blasone.

La squadra di Sarri è sbarcata ai sedicesimi in carrozza, con 6 vittorie su 6 nel girone, con un attacco straripante, da record e questi due dati, l'hanno resa la squadra favorita per la vittoria della competizione, dove tra l'altro lo scorso anno si è fermata in una sfortunata semifinale con il Dnipro.

Insomma non si possono fare figuracce, per molti motivi.

Difronte però ci sarà il Villarreal, una squadra di assoluto rispetto, che certamente non stenderà tappeti rossi ad Higuain e compagni. Il sottomarino giallo, vive una situazione particolarmente felice. Sono quarti nella Liga subito dietro le 3 superpotenze, con 48 punti. Il Barcellona primo ne ha 57. Ha la seconda miglior difesa in Spagna al pari dei blaugrana, solo l'Atletico Madrid di Simeone subisce meno, ma era un dato scontato, segnano poco, appena 30 reti. Questi dati fanno capire chiaramente che sono una squadra molto ben organizzata difensivamente, dove tutto ruota intorno al centrale argentino Musacchio, giocatore esperto, rognoso. Affianco a lui due vecchie conoscenze, Bonera e Victor Ruiz. Si proprio lui, lo spagnolo che a Napoli abbiamo cacciato via dopo 6 presenze a cui preferivamo Aronica, oggi in odore di Nazionale.

A centrocampo Soriano, in attacco Soldado.

Insomma un avversario molto più ostico di quanto apparentemente possa sembrare.

Contro questa squadra, il Napoli e Sarri sono difronte ad una scelta. Possiamo chiamarci fuori, rischiando figuracce internazionali e rovinarci quel ranking positivo che ci siamo faticosamente costruiti o possiamo giocarcela al massimo delle nostre possibilità. Vie di mezzo non ce ne sono, perché il Villarreal non è una squadretta qualunque, come qualcuno vuole dipingerla per comodità di pensiero. Nono, gli spagnoli sono una squadra capace di far male in qualunque momento, cinica, tosta, una squadra che non ti fa giocare.

Andare giovedì sera in Spagna, con un massiccio turnover potrebbe essere pericoloso, per lo spirito della squadra, per il proseguo della stagione. D'altro canto non possiamo non dire che il Napoli probabilmente, due competizioni tiratissime, non può disputarle. Ci ha provato Benitez lo scorso anno, con una rosa meno completa di quella attuale ed è rimasto con il cerino tra le mani, con due sconfitte in semifinale e una Champions persa all'ultima giornata, con una squadra in evidente affanno fisico, fermo restando le scelte tattiche spesso discutibili dello spagnolo.

Sarri si è fin qui dimostrato capace di gestire le due competizioni con sagacia, schierando praticamente sempre una squadra "b" in Europa, ma il Villarreal non è il Legia o il Midtylland. Quali saranno le sue scelte per giovedì? Andrà avanti con questa dinamica o cambierà? Ai posteri l'ardua sentenza, ma non sottovalutiamo mai un fattore: vincere aiuta a vincere, sempre.

 
Avanti Napoli PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Lunedì 15 Febbraio 2016 13:48

Diciamoci la verità, la delusione è tanta.

Una delusione forte per il risultato, per come è maturato.

La differenza tra noi e loro l'ha fatta una gamba, anzi due, quelle di Bonucci ed Albiol.

Ok stiamo a meno uno ora, che si fa? Si fa come in formula 1 o in MotoGP, si resta in scia, si cerca di restare in scia.

La partita di sabato ci racconta molte cose interessanti, alcune ovvie e scontate, altre deducibili da quanto accaduto.

In primis loro continuano ad essere i più forti. Infilare 15 vittorie consecutive in serie A è impresa difficile. Certo molte di queste sono arrivate giocando male, altre sono arrivate disputando degli allenamenti, ma sono pur sempre 15 vittorie consecutive. Il record è di 17, dell'Inter di Mancini, nell'anno in cui juve e Napoli erano in serie B e il Milan partiva da meno non so quanto. Cioè giocavano da soli.

Questa forza loro, sabato non si è vista in campo, anzi, ma la si è vista in panchina. Una squadra che riesce a rinunciare a Mandzukic, Chiellini poi Bonucci, ma che può permettersi di tenere Zaza e Alex Sandro in panchina è oggettivamente più forte. Certo noi abbiamo cambiato Insigne con Mertens, avevamo Gabbiadini, ma eravamo in formazione tipo e senza assenti. Il gap è quello ed è sicuramente, senza ombra di dubbio, figlio dei quasi 200 milioni di differenza di fatturato. 200 milioni...

Detto ciò, andiamo alle deduzioni oggettive.

Abbiamo giocato meglio, abbiamo dominato per lunghi tratti pur non essendo molto pericolosi, abbiamo costretto loro a difendersi, in casa, nel loro campo, abbiamo concesso zero alla migliore squadra italiana.

Questo ci da lo spunto per dire che come si diceva prima della partita, non si è deciso assolutamente nulla, a patto che i ragazzi capiscano che questa sconfitta è solo figlia della sfortuna, di una punta del piede di Bonucci che salva su Higuain e uno stinco di Albiol che spiazza Reina. Sarri in pochi mesi è riuscito dove in 6 anni hanno fallito i predecessori, anche quando sembrava possibile, cioè tenere vivo un campionato altrimenti chiuso già a dicembre, tenere testa ad una corazzata, andare a Torino e giocarsela molto più che alla pari.

Ci sono 13 partite, 39 punti in palio, che raffrontati al solo punto di differenza che ci separano, sono una enormità.

13 partite da giocare con la stessa voglia, passione, forzaqualità che ci ha contraddistinto in questi mesi.

Il nostro campionato inizia oggi praticamente, che i ragazzi lo sappiano. Una consapevolezza ci deve unire, siamo usciti più forti dalla sfida di sabato, possiamo mettere di nuovo il naso avanti, giochiamocela fino in fondo, fino alla fine.

Avanti Napoli

 
Il piccolo superbowl PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Lunedì 08 Febbraio 2016 20:02

Mentre lentamente si spegnevano i riflettori sulle ultime trasmissioni sportive, in America, ma più in generale, in tutto il mondo andava in scena il 50° Superbowl, l'avvenimento sportivo più seguito in America, capace di catalizzare l'attenzione di centinaia di milioni di spettatori in tutto il mondo, compresi Obama e consorte.

Inno nazionale affidato a Lady Gaga, intervallo scandito dallo spettacolo di Beyonce, Bruno Mars e o Coldplay. Spettacolo nello spettacolo insomma.

Quasi come accade in Italia, dove hanno tenuto banco gli sviluppi sui cori di discriminazione territoriale e i buu razzisti di Lazio - Napoli e l'eccezionalità della scelta di tal Irrati, che ha incredibilmente applicato il regolamento. Così tra una curva Nord chiusa a Roma, una curva A chiusa a Napoli e il divieto di trasferta per i tifosi del Napoli a Torino, per quello che sarebbe il nostro spartano superbowl, è andata in scena l'ultima giornata prima di Juve - Napoli.

Una giornata in cui le 2 battistrada hanno inanellato rispettivamente la 14ima e l'ottava vittoria consecutiva, mettendosi a distanza di sicurezza da Milan, Inter, Roma e Fiorentina. Questi due filotti sono record storico per entrambe. Allegri ha spazzato via il record di Conte, gli azzurri di Sarri hanno battuto addirittura quello di Maradona. Numeri da capogiro, per entrambe insomma.

Si apre la settimana di attesa più lunga, perché parliamoci chiaro, Juve - Napoli non è solo una partita di calcio, una sfida scudetto, ma è tutto. È uno scontro nord-Sud, tra ricchi e poveri, è uno scontro identitario, una squadra contro una città. Per noi in particolare è "la partita".

Sabato, come raramente accaduto nella storia,andiamo a Torino da primi in classifica, con la consapevolezza che siamo una grande squadra, che giochiamo il miglior calcio in Italia e tra i migliori in Europa. Andiamo con il miglior attacco, con il miglior attaccante della serie A, tra i migliori al mondo ed avremo 2 risultati utili su 3.

Per la prima volta andiamo da favoriti, nonostante irecord bianconeri, perché nonostante questa sfilza di risultati sono ancora indietro ed hanno tanti infortunati.

Sabato sera non ci sarà l'inno nazionale, né tantomeno un intervallo spettacolare, per gradire al massimo ci sarà la finale di Sanremo, speriamo almeno che la vittoria premi chi dimostrerà di aver giocato meglio, senza alibi, senza nubi, insomma speriamo che sia una partita vera,perché la merita chi ama ancora questo sport e che magari avrebbe voluto che una partita così potesse essere un piccolo superbowl

 
La vittoria più bella, quella di Irrati PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell77   
Giovedì 04 Febbraio 2016 10:02

Lazio - Napoli 0-2

Abbiamo speso qualunque tipo di aggettivo per questo Napoli e i suoi grandi interpreti.

Meraviglioso il gioco, sciolto, dinamico, veloce, spettacolare, concreto, cinico quando necessario, intelligente, pungente.

Siamo il Barcellona d'Italia o se preferite il Bayern.

Abbiamo un attacco spettacolare, il migliore in Italia, tra i migliori in Europa. Higuain è il miglior attaccante puro in circolazione. 23 gol in 23 partite. Insigne è il miglior giocatore italiano, 10 gol e 10 assist. Callejon è un giocatore di una intelligenza tattica mostruosa, solo Mourinho l'aveva capito prima, mica l'ultimo cretino. Jorginho è un regista affermato, gioca semplice, veloce, con una precisione impressionante e sa anche mandarti in rete, solo Conte gli preferirebbe ancora un Montolivo qualsiasi. È tanto bravo da farsi ammonire per perdita di tempo e non rischiare di saltare la Juve.

Sarri è davvero un maestro di calcio assoluto. Ha messo il Napoli nelle condizioni si poter lottare seriamente per lo scudetto dopo secoli. Ha eguagliato un record di 28 anni fa, un altro calcio, altri interpreti altri tempi.

Ma ieri la vittoria del Napoli è quasi un contorno in una serata dove la vittoria vera è quella del coraggioso arbitro Irrati. Secondo tempo, nel deserto dell'Olimpico si alzano ululati razzisti e i soliti cori inneggianti dormienti montagne. Lui fischia, prende il pallone, chiama i dirigenti laziali e gli ispettori di lega, ferma la gara, tra i fischi dei cretini e gli applausi delle persone per bene. Bravo, bravissimo, un provvedimento che chiedavamo da tempo, ma che mai nessuno aveva preso. Ora toccherà alla lega continuare ciò che Irrati ha iniziato, prendendo i provvedimenti del caso.

Irrati ha aperto una strada, una strada verso una cultura diversa che agli italiani manca. Seguire la scia sarebbe più semplice che evitarla, vedremo se ciò accadrà. Per ora Irrati si merita la lode, come se la merita il mastodontico Napoli delle 7 vittorie consecutive, delle 5 giornate consecutive al primo posto da soli. Se la merita come Koulibaly che a fine gara, nonostante i cretini, regala la maglia ad un ragazzino, dimostrando una intelligenza, una bontà, una generosità, degna dei veri uomini. Ha fatto come sta facendo il nostro amato Napoli, rispondendo con il lavoro, con il gioco, i risultati, agli insulti che ci accompagnano ovunque.

Bravo Irrati, hai vinto tu questa partita, l'hai vinta insieme al Napoli e al K2.

Il 13 è ancora lontano, la prossima è il Carpi, per tenerci il +2 e per battere quel Napoli di 28 anni fa. Testa bassa come ieri e concentrazione massima. Da ieri sera, davvero nulla è impossibile

 
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