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L'estate della fiera dell'horror PDF Stampa E-mail
Scritto da V'cchiariell   
Venerdì 01 Settembre 2017 12:40

Oggi 1 settembre.

Ai più, la data è significativa perchè settembre, si sa, è un pò come gennaio, il mese dei buoni propositi che puntualmente non rispetteremo.

Settembre è il mese in cui ci si ripromette di andare in palestra, di smettere di fumare, di avere più cura per se stessi, perchè si sa, quando si va in ferie ad agosto, ci si lascia andare a bivacchi di vario genere, la lasagna in spiaggia, le braciate, il vino con la percoca, la controra dopo pranzo, il pezzo di parmigiana avanzato (e che facimm? o jttamm?), il tuffo a cufaniello, rigorosamente dopo 3 ore perchè la digestione...

Settembre rappresenta anche l'inizio reale, per tutti, dell'anno lavorativo. Ormai in quasi tutti gli ambiti è così, l'anno lavorativo non coincide con l'anno solare, siamo sfalsati di 9 mesi, una gravidanza praticamente.

Settembre un tempo era anche il mese in cui iniziava il campionato di calcio, quello romantico, quello delle radioline accese, di Tutto il calcio minuto per minuto.

Bene a parte la percoca nel vino e il tuffo a cufaniello, che persistono e resistono al cambio dei tempi, purtroppo sotto l'ombrellone manca il giornale. L'accoppiata Corriere (Gazzetta per i sofisticati) - ombrellone è ormai in disuso è demodè si dirà, ma sarà davvero così?

Si vabbè oggi, la tecnologia, lo smartphone i siti di informazione, i tablet, hanno soppiantato il romanticismo, ma in realtà è cambiata la nostra sete di informazione, sportiva e non, perchè siamo bombardati da tutti i lati della nuova disinformazione dilagante, quella dei porrtali, dei siti, delle fake news, degli inciuci di quartierino spacciati per scoop giornalistico.

Il calcio, il nostro calcio, non è da meno, anzi, con il passar degli anni è sempre peggio e l'estate, in corrispondenza del calciomercato, quello che un tempo veniva definito un pò fiabescamente, la Fiera dei sogni, è il punto di massimo declino di tutto il movimento. Questa estate appena trascorsa, segna definitivamente l'uscita del calcio dal mondo dello sport ed il suo ingresso stabile e ufficialmente riconosciuto, nell'ambito geopolitico ed economico.

Mai prima di quest'anno, uno stato sovrano, si era mai sognato di andare a prendere un calciatore per se. Quello che è successo con Neymar, rappresenta la svolta definitiva in tal senso.

L'estate appena trascorsa, in ambito di mercato europeo ha messo in evidenza, se ancora ce ne fosse stato bisogno, l'inutilità del Fair Play Finanziario, vista la semplicità con , il quale possono essere aggirate le regole finanziarie volute dal condannato francese ex presidente dell'Uefa.

Conseguenza di quanto "mosso" dal passaggio di Neymar dal Barcellona al Psg è stata la corsa al rialzo del costo dei trasferimenti, che sfiora l'assurdo. Pensare che uno degli ultimi movimenti chiusi ieri sera sia stato il, passaggio di Zappacosta, che con tutto il rispetto, non mi sembra il nuovo Maldini, dal Torino al Chelsea per un totale di 30 milioni di euro, a mio parere dimostra quanto la finestra di mercato appena conclusa, fosse stata "drogata" e segna inevitabilmente, un punto di non ritorno.

Questo ovviamente senza volerci soffermare sui circa 250 milioni spesi dal Milan sul mercato, per rifondare una squadra che da qualche anno non riusciva a centrare nemmeno la qualificazione in Europa League, 250 milioni di soldi presi in prestito da una finanziaria inglese che in garanzia ha voluto (logicamente) l'intero asset aziendale del club rossonero. In soldoni il Milan ha giocato a Poker con soldi non suoi ed ha fatto All-In. Se Juve, Napoli, Inter e Roma, dovessero continuare a fare 1 punto in più dei rossoneri, ci ricorderemo dell'estate di Fassone come quella che ha portato il Milan al fallimento (più o meno).

Beh queste sono le nuove regole del gioco, dove l'Inter di Suning, un impero economico, prende il giovane Karamoh per 6 milioni di pagherò. Sono le regole in cui un ragazzo, sicurmante valido, con un contratto in essere, rifiuta la convocazione del club che ne detiene fino a giugno 2018,le prestazioni sportive, perchè vuole tornare a Torino a fare ad Alex Sandro. Sono le regole di un gioco in cui uno strabico manager di una società priva di colori, si permette di consigliare al capitano di un altro club, di prendere lezioni dal suo capitano, quello che ha definito l'introduzione del Var, qualcosa che non ha a che fare con il calcio.

Senza volersi dilungare troppo, in queste regole, in questo ambito, il Napoli si è mosso con una strategia che sicuramente può non piacere, ma che ha una sua logica di base. Una logica simile a quella applicata dal Real Madrid, in questa stessa finistra di mercato.

Sia chiaro, qui non vogliamo assolutamente fare paragoni, perchè saremmo dei fessi, ma si vuole spiegare una logica.

In questa finestra di mercato, il Real ha venduto Morata, James Rodriguez ed ha acquistato Ceballos ed Hernandez,cioè ha ceduto ( a peso d'oro) giocatori di spessore internazionale, ma che probabilmente non si sposavano pienamente con l'area tecnica o semplicemente chiedevano più spazio, per prendere dei talenti giovani, veri talenti, per rinfoltire la rosa, con una prospettiva diversa, senza intaccare minimamente l'ossatura di base della squadra che ha vinto le ultime 2 Champions League. Quasi come dire di avere dei titolarissimi e dei comprimari di grande spessore, ma che saranno ovviamente utilizzati in casi di necessità, rotazioni obbligate e magari valorizzarli, quando si troveranno sul 5-0 contro il Leganes.

Ecco il Napoli, quest'anno, ha fatto un ragionamento simile, applicato in funzione di quelllo che è il potenziale economico del club. E' vero, noi non abbiamo Cristiano Ronaldo o Asensio o benzema o Modric, ma probabilmente mai vedremo giocatori di questo spessore in maglia azzurra, perchè le regole del gioco sono quelle che abbiamo descritto.

Noi abbiamo un progetto tecnico - tattico ben definito, una rosa composta da 13/14 titolari e dei giovani di ottimo valore inseriti già lo scorso anno, che già da quest'anno rappresentano un rafforzamento generale. Non voglio soffermarmi sul gioco, ma sul concetto di gruppo, senza scivolare nelle frasi fatte dei giornalai, patti per lo scudetto, patto per Sarri o con Sarri, no, semplicemente abbiamo costruito in 2 anni e pochi mesi, un gruppo di ragazzi che sta bene insieme, che è solido, che esprime un gran calcio, con ottimi risultati e lo fa sorridendo.

Tutto questo vuol dire che si è arrivati ad un punto in cui, questi ragazzi, hanno consapevolezza dei loro mezzi, di ciò che fanno, hanno fiducia nel tecnico e forse anche nella società e tutto ciò ha un valore che va ben oltre l'incomprensibile (ai più) operazione Inglese, va ben oltre l'acquisto di Andrè Silva e Kalinic per poi ritrovarti con il 19enne Cutrone goleador assoluto.

Il mercato del Napoli, in questa finestra, ha seguito una logica, poteva forse portare un elemento in più per rinfoltire le seconde linee, magari un terzino destro, un'ala o un secondo portiere, si senza dubbio si, la perfezione non è una nostra caratteristica, soprattutto in ambito societario, ma siamo così sicuri che questa squadra, così com'è avesse davvero bisogno di prendere parte alla Fiera dell'horror a cui abbiamo assistito questa estate?

Ora il tutto è in mano a Sarri e la sua rivoluzione e i suoi "rivoluzionari" in campo. Ora la parola passa a lui ed attraverso i piedi di Insigne e Mertens, di Hamsik e Zielinski, passa attraverso la crescita necessaria di Hysai, Rog e Diawara, passa per l'inserimento rapido nelle rotazioni di Ounas e il recupero pieno di Milik.

Forse per noi tifosi, sarebbe il caso di evitare polemiche inutili, perchè ribadisco, non avremo mai la soddisfazione di vedere una rosa completa e perfetta, ma se ci credono Sarri ed i suoi ragazzi, perchè non crederci noi, che in quanto tifosi, dovremmo essere anche dei sognatori?

 

Forza Napoli Sempre

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